ESG

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Disporre di strumenti di per quantificare l’impatto sociale o ambientale dei propri prodotti o servizi è diventata una prerogativa per quelle aziende che si impegnano ad incorporare i principi della Responsabilità Sociale d’Impresa nella propria strategia d’impresa. Adeguati processi di misurazione e di rendicontazione consentono alle aziende di comunicare agli stakeholder il proprio impegno nel contesto in cui operano e di poterlo migliorare conseguendo benefici a lungo termine.

La normativa ambientale, comunitaria e nazionale, impone alle aziende delle prescrizioni che impattano su molteplici aspetti ambientali, come ad esempio rifiuti, emissioni in atmosfera, scarichi idrici, imballi, impatto acustico. Seprim offre servizi di consulenza tecnica, normativa ed amministrativa in materia di:

  • approvvigionamento e gestione acque reflue;
  • emissioni in atmosfera;
  • gestione di rifiuti;
  • rumore interno ed esterno (compresi rilievi fonometrici);
  • contaminazione del suolo;
  • gestione prodotti e sostanze pericolose;
  • assistenza per la predisposizione di domande per autorizzazioni;
  • pratiche per Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e assistenza nella gestione delle stesse;
  • aggiornamento normativo

La norma ISO 14001 è lo standard internazionale che specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale (SGA) che un’organizzazione può utilizzare per sviluppare le proprie prestazioni ambientali e per raggiungere obiettivi in tema di rispetto dell’ambiente e sostenibilità.

L’ultima edizione della norma ISO 14001 ha introdotto importanti novità sia per l’adozione di una struttura comune a tutte le altre norme di sistema, la cosiddetta “High Level Structure”, che ne favorisce l’integrazione, sia per la maggiore attenzione al tema della sostenibilità dei prodotti immessi sul mercato.

I principali benefici dell’implementare un SGA ai sensi della norma ISO 14001:2015 consistono nel:

  • Garantire la conformità legislativa del sito;
  • Introdurre strumenti per il controllo ed il costante miglioramento dei propri impatti ambientali (sito e prodotti);
  • Stimolare l’attenzione al «green thinking», nella definizione di politiche, strategie e azioni attuate dall’azienda;
  • Introdurre strumenti che favoriscano la comunicazione, a tutte le parti interessate (clienti, fornitori, ecc.) dell’impegno aziendale verso i temi della sostenibilità e dell’ambiente;

Queste attività si inseriscono nel contesto di una legislazione nazionale e comunitaria sempre più orientata a politiche di sostenibilità e tutela dell’ambiente che condizioneranno, direttamente o indirettamente, le componenti economiche e finanziarie dell’intero sistema. L’adozione di un sistema di gestione ambientale costituisce un importante scelta di apertura verso tali tematiche, che anticipa, con una in modo volontario, la futura evoluzione del mercato

La Carbon Footprint è un indicatore ambientale che misura l’impatto di un’attività umana sul clima globale. Nel calcolo, espresso in kg di CO2 equivalente, si tiene conto di tutti i gas clima-alteranti identificati nel protocollo di Kyoto. La Carbon Footprint di un prodotto o di una filiera di produzione prende in esame l’assorbimento e l’emissione di gas serra generati nell’arco dell’intera vita del prodotto stesso, dall’estrazione delle materie prime e la loro lavorazione, all’utilizzo finale del prodotto ed infine al suo riciclaggio o smaltimento. A livello internazionale la norma di riferimento per la determinazione della Carbon Footprint di prodotti è la UNI ISO/TS 14067:2018.

La DAP (o EPD) è un documento che riporta informazioni oggettive circa lo studio del ciclo di vita del prodotto e dei relativi impatti ambientali. La DAP viene sviluppata attraverso la metodologia di Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) per l’identificazione e la quantificazione degli impatti ambientali del prodotto, a partire dalla sua concezione fino al termine della sua vita utile, incluso lo smaltimento. Viene predisposta dal produttore, verificata e convalidata da organismi terzi, esattamente come avviene per i sistemi di gestione della qualità o dell’ambiente.

Questa dichiarazione figura anche come un importante strumento per comunicare al mercato dettagliate informazioni sulle performance ambientali, aumentando la visibilità e l’accettabilità sociale dell’azienda presso gli utilizzatori industriali, enti pubblici, e consumatori finali, sempre più propensi ad acquistare seguendo una logica green.

Il REACH è il Regolamento Europeo n. 1907 del 2006, entrato in vigore il 1° Giugno 2007 relativo alla registrazione, valutazione, autorizzazione delle sostanze chimiche. L’obiettivo del REACH è quello di aumentare la protezione della salute umana ed ambientale attraverso una identificazione più efficace delle proprietà intrinseche delle sostanze chimiche.

Il Regolamento REACH non riguarda solo le aziende del settore chimico, ma di fatto tutte le aziende in quanto la norma europea stabilisce che gli “articoli” messi in commercio nell’Unione Europea debbano rispettare dei requisiti sulla loro composizione chimica, stabiliti appunto dal REACH.

La regolamentazione Europea si applica a:

  • Produttori e importatori di sostanze in quanto tali
  • Produttori e importatori di preparati
  • Produttori e importatori di articoli (ovvero di beni)
  • Utilizzatori a valle di sostanze, preparati e articoli

e definisce obblighi differenti per ciascun soggetto coinvolto

Le certificazioni della catena di custodia FSC e PEFC nascono con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di prodotti derivati del legno e da foreste coltivate secondo principi etici, di sostenibilità ambientale e nel rispetto delle popolazioni locali.

FSC e PEFC prevedono due distinti momenti di certificazione:

  1. Il primo di “gestione etica delle foreste” volto ad attestare che la coltivazione della foresta sia coerente con i requisiti di sostenibilità previsti
  2. Il secondo, chiamato “Catena di Custodia”, prevede che gli utilizzatori di legno proveniente da tali foreste garantiscano la rintracciabilità e la provenienza in tutte le fasi del ciclo di produzione, adottando un sistema di gestione della rintracciabilità.

Queste due fasi sono controllate e valutate in maniera indipendente da enti di certificazione accreditati da FSC e PEFC che controllano l’operato dei differenti attori della filiera per assicurarne il rispetto e la credibilità. Le aziende che adottano un sistema di custodia certificato PEFC oppure FSC ottengono l’autorizzazione all’utilizzo del marchio sul prodotto.

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