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“Un mondo sostenibile è un mondo possibile” – Il progetto di Pool Pack

Pool Pack Industria S.r.l. è un’azienda con sede a Sabbione di Reggio Emilia specializzata nella produzione di sacchetti in carta di alta qualità, neutri o stampati, prevalentemente destinati al confezionamento al banco dei prodotti da forno. L’azienda nasce nel 2003 ed è un’unità produttiva del Gruppo Pool Pack.

Il Gruppo Pool Pack è costituito da imprese commerciali e si occupa di rispondere a tutte le esigenze della distribuzione moderna, dalla produzione, trasformazione alla stampa e commercializzazione del packaging, offrendo al cliente un prodotto/servizio di elevata qualità e personalizzato secondo le necessità. La presenza capillare su tutto il territorio italiano con oltre 130 agenti, ed una profonda conoscenza dei mercati locali, hanno permesso al gruppo di competere sui mercati internazionali.

 

OBIETTIVI

L’azienda Pool Pack ha dato vita al progetto “Un mondo sostenibile è un mondo possibile” con l’obiettivo di proporre sul mercato nuove linee di imballaggi alimentari green, caratterizzati da elevati standard di sostenibilità a livello ambientale, sociale ed economico.

 

SOLUZIONE

Innanzitutto, per la produzione dei sacchetti l’azienda ha deciso di utilizzare esclusivamente carte certificate PEFC™ e/o FSC®, cioè materie prime di origine legnosa provenienti da foreste certificate in quanto coltivate in modo responsabile nel rispetto di regole che tutelano l’ambiente, diritti delle popolazioni indigene e logiche di sostenibilità economica.

Inoltre, l’azienda ha incaricato Seprim per realizzare uno studio che permettesse di confrontare l’impatto dei sacchetti di carta, con e senza finestra di plastica, sul cambiamento climatico. Il parametro usato per quantificare tale impatto è stato quello della carbon footprint.

 

Che cos’è la carbon footprint

La Carbon Footprint è un indicatore che consente di quantificare le emissioni di gas ad effetto serra (GHG) attribuibili ad un prodotto o ad un’organizzazione esprimendole in Kg di CO2 equivalenti.  In particolare, la Carbon Footprint di un prodotto quantifica l’impatto sul cambiamento climatico associato al prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita: dall’estrazione delle materie prime, ai processi produttivi impiegati, fino allo smaltimento finale del prodotto. L’attività e le modalità di calcolo e di comunicazione della carbon footprint sono definite dalla norma ISO 14067 che attualmente costituisce il principale standard di riferimento del mercato.

La determinazione della carbon footprint di un prodotto ha comportato un’analisi complessa delle materie prime, del loro trasporto, dell’impiego di risorse energetiche in produzione, emissioni generate dall’utilizzo del prodotto, fine vita con riciclo, smaltimento, ecc.

 

LO STUDIO

Lo studio ha preso in considerazione due linee di prodotti, il sacchetto in carta kraft neutro e il sacchetto in carta kraft con stampa a 5 colori, in 11 differenti formati (dimensioni del sacchetto).

Per il formato 20 x 40, quello prodotto in maggior numero di pezzi, sono state analizzate la variante con finestra trasparente in polipropilene coprente la metà di un lato del sacchetto, e la variante con finestra trasparente sull’intera superficie di uno dei lati del sacchetto.

Per il formato 10 x 72, quello impiegato comunemente per il confezionamento della “baguette”, sono state analizzate le varianti con finestra in polipropilene e quella con l’innovativa finestra in carta speciale trasparente Pergamin.

I prodotti oggetto dello studio sono stati complessivamente 26.

Lo studio del ciclo di vita del sacchetto per il pane è stato articolato in 4 fasi:

  1. Analisi delle materie prime: il sacchetto viene realizzato con 3 o 4 componenti a seconda che sia presente o meno la finestra in plastica:
  • La carta
  • La colla
  • Gli inchiostri
  • I fogli in polipropilene (quando presenti le finestre nel sacchetto

In seguito all’analisi della composizione di ogni materia prima, sono state quantificate le emissioni di Gas CO2 equivalenti generate dalla loro produzione. Inoltre, è stato preso in considerazione anche il tragitto che le materie prime compiono per arrivare allo stabilimento di produzione del sacchetto al fine di stimarne le emissioni.

  1. Analisi delle attività di fabbricazione del sacchetto in carta: sono state effettuate misurazioni per rilevare le emissioni di gas ad effetto serra associate ai consumi energetici, alle emissioni, scarti ed i rifiuti generati. Lo studio ha inoltre considerato l’incidenza, sulla carbon footprint, delle differenti tipologie di imballi utilizzati per il confezionamento dei sacchetti.
  1. Analisi della distribuzione e del trasporto del sacchetto fino all’utilizzatore finale: i prodotti di Pool Pack circolano sul territorio effettuando numerosi passaggi, dal produttore, al grossista del gruppo, dal grossista al magazzino della GDO, dal magazzino GDO a punto vendita. Un aspetto particolarmente significativo emerso dallo studio è stata l’elevata incidenza dei trasporti sulla carbon footprint del prodotto, incidenza risultata superiore a quella generata dai consumi energetici necessari a produrlo.
  1. Nell’ultima fase è stato preso in esame il fine vita del prodotto: Partendo dagli studi di mercato più recenti si è potuto determinare che circa l’80% dei sacchetti è destinato a riciclo mentre il rimanente 20% è destinato a discarica o inceneritore. Tale percentuale si riduce significativamente nel caso dei sacchetti con finestra in plastica per la scarsa attitudine nell’utilizzatore a separare la carta dalla plastica. La minore possibilità di essere destinati a riciclo incrementa ovviamente il valore di carbon footprint per tale tipologia di sacchetti.

La fase di fine vita del sacchetto senza finestra incide per il 9,7% sul totale della carbon footprint mentre quella del sacchetto con finestra arriva al 13,5% proprio perché ha minore possibilità di essere riciclato. In generale, questo valore si ridurrebbe al 7% se tutto il prodotto, con finestra o senza, venisse riciclato al 100%.

Per rendere confrontabili i risultati ottenuti con riferimento ai diversi formati, tutti i 26 sacchetti sono stati valutati in relazione a una funzione equivalente, individuando come unità funzionale il volume di prodotto da forno contenuto dal sacchetto, espresso in decimetri cubi. In questo modo si è ritenuto di poter normalizzare il valore delle emissioni del sacchetto in base al volume utile del sacchetto stesso, rendendo quindi il calcolo sostanzialmente indipendente dal fattore di forma e dimensione.

Risultati: Lo studio ha permesso di evidenziare come il sacchetto realizzato al 100% in carta sia da preferire in termini di valore della Carbon Footprint rispetto al sacchetto con finestra in plastica.

Tale evidenza ha portato allo sviluppo di un nuovo sacchetto con finestra realizzata in carta pergamin che garantisce le stesse caratteristiche di visibilità del prodotto contenuto ma ne migliora significativamente il fine vita essendo realizzato in mono materiale (carta 100%) e pertanto destinabile a riciclo senza nessuna operazione di separazione richiesta all’utilizzatore.

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